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Quando la solitudine si esprime

Quando la solitudine si esprime - Mammepersempre O.N.L.U.S.

Salve, sono una mamma che dal 2010 non vive più con i propri figli.

Ho avuto una relazione col padre dei miei bambini per 23 anni, e dopo un lungo fidanzamento, sono andata a vivere nella casa che lui si era costruito nel 2002. Da allora lui ha cominciato a stressarmi dicendomi che voleva avere subito dei figli ed io gli rispondevo che non mi sentivo ancora pronta per una responsabilità così grande, sopratutto anche perchè il nostro era un rapporto piuttosto turbolento, momenti di quiete si alternavano a tempeste disastrose e terribili. Devo dire però che lui durante tutti gli anni in cui siamo stati assieme aveva indotto in me una forte tendenza all'obbedienza e all'accondiscimento di qualunque sua scelta e poche erano le volte in cui lui mi faceva contenta. Insomma non eravamo sullo stesso piano, io ero nettamente inferiore a lui in qualsiasi cosa o  meglio lui mi faceva sentire così, era un pò il classico tipo " padre padrone " lui faceva sempre le cose giuste, lui era onesto, lui era corretto, lui era perfetto e difficilmente sbagliava. Ed era anche molto ottuso.

  

Nonostante tutto ho continuato a starci assieme fino a che siamo giunti alla convivenza, e dopo tre anni sono rimasta in cinta della prima figlia, avuta dopo un paio di aborti spontanei. Io ne ero felicissima, primo perchè mi piaceva l'idea di diventare mamma a 360 gradi, perchè lui fortunatamente guadagnava bene e mi avrebbe fatto smettere di lavorare. Fu così che lasciai il mio lavoro e mi dedicai alla mia prima gravidanza. Ma la realtà si mostrò subito diversa da quelli che erano i miei sogni. In primo luogo lui non mi sposò come aveva promesso che avrebbe fatto non appena fossi rimasta in cinta, in secondo luogo cominciai ad avvertire un senso di forte disprezzo e rifiuto della sua persona che fisicamente si era molto trasformata perchè dai 120 kg che pesava era diventato 140 in seguito al cambiamento di lavoro che gli aveva portato alti guadagni e che lo aveva anche trasformato fisicamente per effetto di assenza di sforzi fisici e troppa staticità.

  

Cominciarono lunghe crisi di pianto accompagnate da corse al bagno per vomitare, non era solo effetto della gravidanza,ma anche di una forte depressione pre-partum che galoppava a mia insaputa. Dopo il parto la cosa ci fermò un pò, e godermi la mia piccolina mi riempiva di gioia, mi prendevo cura di lei e della casa e mi sentivo soddisfatta di quel che faceveo ed anche lui ne era contento.  Avevo una bella casa, tantissimi soldi un compagno che mi amava ed io gli volevo bene ( però fisicamente cominciava a piacermi poco), insomma tutto.

  

Quando la mia piccola  ebbe compiuto 9 mesi lui durante un atto d'amore ( l'ennesimo suo tentativo di ottenere un altro figlio) riuscì nel suo intento e rimasi di nuovo in cinta del secondo figlio, il mio adorato figlio. Due bellissimi bambini, meravigliosi, intelligenti, educati sono la ragione della mia vita. Un "sogno"!!!!!!!! Bastarono 12 mesi dalla nascita del secondo figlio che la mia depressione tornò a farsi viva.

  

Una mattina di primavera ,quando la bambina aveva già 5 anni ed il piccolo 3 anni e mezzo, mi svegliai con un profondo senso di vuoto, mi sentii angosciata, sconsolata, vuota dentro come se la vita che conducevo non fosse in realtà la mia, non mi ci sentivo dentro quella situazione. Avevo cresciuto i miei figli per 5 anni da sola, occupandomi di loro e di tutta la famiglia e all'improvviso quella situazione era come se non mi appartenesse, chiamai subito il mio compagno al quale riferii tutto e lui mi rispose: " sei trattata come una regina e non te ne rendi conto". Da lì in poi cominciò la catastrofe, cercai di trovare adulti con cui potermi relazionare nel modo più sbagliato che si potesse fare, ciò è su internet, cominciai a chattare con estranei, chiedendo loro cosa facevano nella vita e se avevano dei figli e come vivevano. Praticamente dal piccolo mondo delle mura domestiche avevo trovato il mondo virtuale per uscire. Fu questa la mina che provocò l'esplosione di un entità paranormale.

  

Il mio compagno, al corrente di tutto, mi disse che tra noi era cmpletamente finita ed io che dipendevo da lui per qualsiasi cosa, crollai come una pera matura dal suo albero. Cominciai a perdere il senso della realtà e a dire e fare cose sconclusionate, parole che mettevano paura sulla sicurezza dei bambini. Fu a pasqua del 2010 che dopo un azione a dir poco sconvolgente e contro l'incolumità fisica del mio ex compagno che cominciarono una lunga serie di mei ricoveri in cliniche e strutture psichiatriche. L'ultimo ricovero mi ha praticamente rimesso al mondo.

  

Da aprile del 2013 come da decreto del tribunale, vedo in maniera abbastanza continuativa i miei bambini, due volte la settimana, un'intera giornata più qualche ora un'altra giornata. Fino a tale momento "le belve " dei loro parenti ai quali sono stati affidati per adesso dal tribunale, cio è il padre con i suoi fratelli e sorella, mi facevano ostruzione e non potevo vederli quasi mai. Dal decreto del tribunale li vedo con un pò più di regolarità, ma il problema è che i miei bambini sono manipolai dalle " belve" e la più grande quando li chiamo non vuole mai venire al telefono per salutarmi e spesso non vuole neanche venire da me a casa mia. Io adesso vivo con mia mamma e mia zia . E mentre stavo male ed ero ricoverata negli ospedali psichiatrici ho perso il padre malato di tumore e mi sono vista arrivare un istanza "promossa dalla belva del loro padre " di richiesta di sospensione o revoca della patria potestà.

  

  

Questo per farvi capire che razza di uomo è suo padre. Gli assistenti sociali, lo psichiatra e gli operatori che mi seguono più e più volte gli hanno fatto capire che allontanado i bambini da me non gli fanno del bene ma solo del male, ma " le belve " vogliono vendicarsi ed usano i bambini come lame contro di me.

Io attualmente per la pesante e acuta sofferenza per il comportamento dei miei figli, mi chiedo che senso abbia la vita, ma cerco il lato buono della mia storia , perchè gli amo ed un giorno vorrò esserci quando potranno pensare con la loro testa, anche se sò già che verrò rifiutata a priori, perchè crescendo sotto una simile educazione i miei figli non potranno che rifiutarmi.

  

Sono una mamma disperata che soffre da morire ogni giorno per la lontananza dei propri figli. Vorrei sapere se in Italia  esistono casi come il mio , ho bisogno di relazionarmi  con mamme come me per attingere forza. Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione che vorrete riservare alla mia " vita" e cordialmente Vi saluto.

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